Caro figlio mio so bene come ti senti, sono figlia anch'io.
E anch'io sono figlia di una madre anomala, incapace di insegnarti un certo rigore, perché mi fa soffrire. Hai la mala sorte di non avere una guida dispotica, ma una persona che ti lascia essere e parlare, ed è una sfortuna credi a me, lo capirai da adulto. Oggi non hai nulla da dire e il tuo essere è ancora vagulo, questa è la realtà.
Ti osservo buttato sul tuo letto, in mezzo al tuo disordine fisico e mentale. Sei bello.
Peccato per il tuo sguardo assente, perso in qualcosa che di certo non posso capire. Butto l'occhio sul libricino che ti ho passato tre settimane fa. Intonso tra le macerie del tuo comodino.
"Hai letto un po figlio?", è un libro che è piaciuto a tante generazioni di adolescenti, è corto ( particolare non trascurabile), e ho la segreta speranza di farti appassionare almeno un po al mondo sconosciuto della lettura. Sbuffi.. sento il tuo respiro insofferente, capisco che sei stanco di sentire la mia voce che rimbrotta.
Anch'io sono stanca. Mentre ripeto come un mangianastri sempre le stesse parole, sale il voltastomaco.. non ne posso più di sentire la mia voce. Ancora una volta ti capisco. Ma cos'altro posso fare io ? Arrendermi a tale disfatta, girarmi e occuparmi d'altro? In fondo se oggi mille delle mie parole non servono ad altro che logorare i nostri nervi, significa che non sono mai riuscita a trovare il modo giusto per farmi ascoltare. Perché mai dovrei riuscirci ora che hai 14 anni e che sei diventato un ragazzo?
E allora dietro tutti questi pensieri ancora una volta mi ribello, tu sei anche mio, non solo tuo. E sei ancora giovane e quindi fai cosa dico io. Leggi venti pagine di quel dannato libro, altrimenti non esci.
Scendo sconsolata al piano di sotto figlio.. ho dovuto alzare la voce e mi hai risposto male. Non mi sopporti più, non sopporti il mio modo di parlarti e lo confidi a tuo padre. Io sono felice che hai qualcuno con cui sfogarti.
Lavo i piatti, col solito peso nel petto, da dove viene vai via. E stai zitta che hai parlato troppo.
Il silenzio regna in casa, sei chiuso in camera tua ma esci, hai il bisogno di dirmi che.. "sto Siddharta non è cosi male".
"Ci sono tante cose belle che nemmeno immagini.."
Tu sei tornato nel tuo regno, e io ho pianto.
venerdì 23 gennaio 2015
LA TUA PRIVACY E' MIA!
Mio figlio da qualche giorno è in quarantena. Ha gestito male la sua libertà, si è messo in un guaio che lo ha tormentato per due settimane e poi finalmente ha scelto di aprirsi e confessare le sue pene. Io non sono proprio caduta dal susino, ammetto che erano diversi giorni che praticavo come investigatore privata. Ho ascoltato qualche telefonata, rovistato nei cassetti, nelle tasche dei pantaloni e dietro il contenitore delle mutande. L'unico posto in cui non sono riuscita ad arrivare è tra le chat del telefonino, colpa mia che quando gliel'ho regalato ho dimenticato di instaurare la regola che non esistono password, perche in quanto genitore ho il diritto di controllare anche le sue conversazioni. Lo so lo so .. risparmiatemi la ramanzina dell'etica, della privacy e del rispetto degli spazi altrui.
State scherzando ? Sarebbe normale consegnare a dei ragazzini di 12-14 anni uno smartphone, col quale impugnano il mondo con un click, senza poterne avere il controllo? Stiamo parlando di un oggetto che li mette in contatto con una valanga di informazioni, contatti e immagini. Qualcosa in grado di sostituire qualsiasi cosa. Compreso l'affetto di un genitore e di quello che gli lava le mutande.
Non posso sentire discorsi del tipo: " Noo, il telefono è come un diario privato, è personale non si deve mettere il naso.." Un diario privato è un diario privato.. fatto di fogli e lucchetto. Dove si scrivono pensieri personali e si chiudono a chiave e non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza del giovane. Il telefono è un telefono, con connessione ad internet. Se permettete è tutta un'altra cosa e la privacy del mio minore appartiene a me. Colpa nostra. Appunto.
Lasciamo perdere anche discorsi del tipo: " I ragazzi devono stare lontani dalla tecnologia, fa male agli occhi al cervello e al sedere".. I nostri figli sono figli di questo tempo, escluderli significherebbe alienarli e privarli degli strumenti indispensabili per affermarsi in questa società fatta di tecnologia.
Dobbiamo rassegnarci al fatto che ci tocca usare il cervello. La privacy.. ancora questa maledetto sipario, fasullo e strumentale.
Ma sono stata fortunata forse, perché grazie alla sua privacy e alla sua indipendenza mal gestita, quel sabato mattina in lacrime figlio ha capito che non la voleva poi tanto e che in verità aveva bisogno che gliela gestissi io. Capo a.
Se mi fossi comportata in modo più responsabile non avrebbe dovuto essere lui a consegnarmi la sua vita nelle mani. Ma in fondo cari genitori, una ragione ci sarà se diciotto anni sono il termine scelto per la maggiore età. Fino ad allora siate padroni consapevoli della privacy dei vostri amati figli.
State scherzando ? Sarebbe normale consegnare a dei ragazzini di 12-14 anni uno smartphone, col quale impugnano il mondo con un click, senza poterne avere il controllo? Stiamo parlando di un oggetto che li mette in contatto con una valanga di informazioni, contatti e immagini. Qualcosa in grado di sostituire qualsiasi cosa. Compreso l'affetto di un genitore e di quello che gli lava le mutande.
Non posso sentire discorsi del tipo: " Noo, il telefono è come un diario privato, è personale non si deve mettere il naso.." Un diario privato è un diario privato.. fatto di fogli e lucchetto. Dove si scrivono pensieri personali e si chiudono a chiave e non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza del giovane. Il telefono è un telefono, con connessione ad internet. Se permettete è tutta un'altra cosa e la privacy del mio minore appartiene a me. Colpa nostra. Appunto.
Lasciamo perdere anche discorsi del tipo: " I ragazzi devono stare lontani dalla tecnologia, fa male agli occhi al cervello e al sedere".. I nostri figli sono figli di questo tempo, escluderli significherebbe alienarli e privarli degli strumenti indispensabili per affermarsi in questa società fatta di tecnologia.
Dobbiamo rassegnarci al fatto che ci tocca usare il cervello. La privacy.. ancora questa maledetto sipario, fasullo e strumentale.
Ma sono stata fortunata forse, perché grazie alla sua privacy e alla sua indipendenza mal gestita, quel sabato mattina in lacrime figlio ha capito che non la voleva poi tanto e che in verità aveva bisogno che gliela gestissi io. Capo a.
Se mi fossi comportata in modo più responsabile non avrebbe dovuto essere lui a consegnarmi la sua vita nelle mani. Ma in fondo cari genitori, una ragione ci sarà se diciotto anni sono il termine scelto per la maggiore età. Fino ad allora siate padroni consapevoli della privacy dei vostri amati figli.
E' COLPA TUA!
La più grande rovina dei figli ? La madre e il padre! Siamo noi la causa di ogni male!
Noi e la nostra incapacità di vedere le cose e nel caso le vedessimo, di gestirle. Perché siamo i peggiori genitori delle generazioni precedenti ? Forse perché cresciuti nel benessere, in una condizione di semi-apatia e forse siamo più ignoranti e ci affidiamo troppo ciecamente alla nuova pedagogia che insegna a non pronunciare quelle dieci fatidiche frasi che compromettono la sicurezza del bambino!
E' una follia! Misurare ogni frase, spostare ogni sassolino davanti ai piedi del bambino per rendergli il cammino sicuro e privo di pericoli è un comportamento che rischia di far arrivare adulto un cucciolo d'uomo privo di esperienze ma convinto di se. Equivale a creare un essere arrogante e aggressivo.
Il risultato disastroso è davanti ai nostri occhi. Siamo circondati da giovani esseri ignoranti convinti di avere in mano il potere divino. Prima o poi cadranno tutti come pere.. e questo sarà il più grande fallimento del secolo. O forse non cadranno e sarà la società ad adeguarsi alla mediocrità.
Si ma tutto proviene da una radice, e signora mia, comincia a farti una bella autocritica, chiediti come mai hai creato un essere cosi difettoso e come mai hai paura di lui.
Ho passato intere notti in bianco ha ragionare sui miei passi, facendo uno sforzo sovrumano per liberarmi da tutti i pregiudizi e riuscire a vedere i miei figli per quello che sono.
Io ormai provo grande diffidenza nei confronti delle mie colleghe. Ho sempre pensato fossimo tutte sulla stessa barca. Chi cresce un figlio deve avere l'onestà di ammettere che ha gli stessi problemi del vicino di casa. I pericoli la fuori sono gli stessi per tutti : la droga, la violenza, l'abuso, l'alcol, la solitudine. Hanno le stesse debolezze degli altri, le nostre debolezze. Sforzati ! ti ricordi come eri tu a quattordici anni? inutile atteggiarsi e convincersi che siamo una famiglia diversa. Non è cosi. Se il figlio del vicino di casa mente o dice parolacce, il vostro ne conosce almeno tre in più. Non fate finta di non vedere risultereste più stronzi di un figlio che mente. L'adolescenza è un 'età di merda, diciamolo pure. E i figli di tutti chi più o chi meno ne vengono contagiati. Si entra in guerra. In una guerra silenziosa e strategica, o sanguinaria. Questo dipende dalle famiglie. Ma oggi posso affermare con sicurezza che la peggior sfortuna che può capitare ad un adolescente complicato.. è avere dei genitori con il cervello di gallina. Per loro non ci sarà via d'uscita, ma un percorso doloroso e pieno di incognite. Per me va bene, se esistono vuol dire che c'è spazio per tutti.. ma state lontano santo cielo! Io sono in guerra! e il mio obbiettivo e portare al di la di questa famigerata pubertà i miei figli sani e salvi !
Noi e la nostra incapacità di vedere le cose e nel caso le vedessimo, di gestirle. Perché siamo i peggiori genitori delle generazioni precedenti ? Forse perché cresciuti nel benessere, in una condizione di semi-apatia e forse siamo più ignoranti e ci affidiamo troppo ciecamente alla nuova pedagogia che insegna a non pronunciare quelle dieci fatidiche frasi che compromettono la sicurezza del bambino!
E' una follia! Misurare ogni frase, spostare ogni sassolino davanti ai piedi del bambino per rendergli il cammino sicuro e privo di pericoli è un comportamento che rischia di far arrivare adulto un cucciolo d'uomo privo di esperienze ma convinto di se. Equivale a creare un essere arrogante e aggressivo.
Il risultato disastroso è davanti ai nostri occhi. Siamo circondati da giovani esseri ignoranti convinti di avere in mano il potere divino. Prima o poi cadranno tutti come pere.. e questo sarà il più grande fallimento del secolo. O forse non cadranno e sarà la società ad adeguarsi alla mediocrità.
Si ma tutto proviene da una radice, e signora mia, comincia a farti una bella autocritica, chiediti come mai hai creato un essere cosi difettoso e come mai hai paura di lui.
Ho passato intere notti in bianco ha ragionare sui miei passi, facendo uno sforzo sovrumano per liberarmi da tutti i pregiudizi e riuscire a vedere i miei figli per quello che sono.
Io ormai provo grande diffidenza nei confronti delle mie colleghe. Ho sempre pensato fossimo tutte sulla stessa barca. Chi cresce un figlio deve avere l'onestà di ammettere che ha gli stessi problemi del vicino di casa. I pericoli la fuori sono gli stessi per tutti : la droga, la violenza, l'abuso, l'alcol, la solitudine. Hanno le stesse debolezze degli altri, le nostre debolezze. Sforzati ! ti ricordi come eri tu a quattordici anni? inutile atteggiarsi e convincersi che siamo una famiglia diversa. Non è cosi. Se il figlio del vicino di casa mente o dice parolacce, il vostro ne conosce almeno tre in più. Non fate finta di non vedere risultereste più stronzi di un figlio che mente. L'adolescenza è un 'età di merda, diciamolo pure. E i figli di tutti chi più o chi meno ne vengono contagiati. Si entra in guerra. In una guerra silenziosa e strategica, o sanguinaria. Questo dipende dalle famiglie. Ma oggi posso affermare con sicurezza che la peggior sfortuna che può capitare ad un adolescente complicato.. è avere dei genitori con il cervello di gallina. Per loro non ci sarà via d'uscita, ma un percorso doloroso e pieno di incognite. Per me va bene, se esistono vuol dire che c'è spazio per tutti.. ma state lontano santo cielo! Io sono in guerra! e il mio obbiettivo e portare al di la di questa famigerata pubertà i miei figli sani e salvi !
giovedì 22 gennaio 2015
ADOLESCENZA!!
Sono una mamma di due figli di 14 e 12 anni. E ho capito una cosa.
L'adolescenza non è quel periodo dove i genitori cominciano a diventare difficili, nè quello in cui i figli diventano difficili. L'adolescenza è una guerra tra la natura che stabilisce che da un certo momento ti devi mettere da parte, e la società che invece impone il genitore di controllare.
Caro genitore se ancora non ci sei arrivato o non ti ricordi molto della tua, sappi che è una condizione che ti capiterà tra capo e collo dal giorno alla notte. Nel giro di una settimana tuo figlio avrà una forma diversa, necessità diverse e sopratutto l'aspettativa che tu le colga in ogni loro sfumatura, pena la lotta ad armi bianche, fino ad arrivare al corpo a corpo.
Non fatevi cogliere di sorpresa! Un adolescente è diabolico, capace di ordire ogni sorta di macchinazione machiavellica, anche quella più inverosimile. Perchè dalla loro oltre alla genialità hanno l'impudenza dell'infanzia. Saranno sempre i nostri adorabili figli, ma anche freddi sperimentatori della loro nuova evoluzione.
L'adolescenza non è quel periodo dove i genitori cominciano a diventare difficili, nè quello in cui i figli diventano difficili. L'adolescenza è una guerra tra la natura che stabilisce che da un certo momento ti devi mettere da parte, e la società che invece impone il genitore di controllare.
Caro genitore se ancora non ci sei arrivato o non ti ricordi molto della tua, sappi che è una condizione che ti capiterà tra capo e collo dal giorno alla notte. Nel giro di una settimana tuo figlio avrà una forma diversa, necessità diverse e sopratutto l'aspettativa che tu le colga in ogni loro sfumatura, pena la lotta ad armi bianche, fino ad arrivare al corpo a corpo.
Non fatevi cogliere di sorpresa! Un adolescente è diabolico, capace di ordire ogni sorta di macchinazione machiavellica, anche quella più inverosimile. Perchè dalla loro oltre alla genialità hanno l'impudenza dell'infanzia. Saranno sempre i nostri adorabili figli, ma anche freddi sperimentatori della loro nuova evoluzione.
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